L'edificio
Il Palazzo Carmi si trova ai confini dell'antico Ghetto a poca distanza dall'ottocentesco teatro Ludovico Ariosto, in un'area occupata fin dalla seconda metà del XVI secolo dal convento dei frati minori osservanti di Santo Spirito.
Con la soppressione degli ordini religiosi, nel 1783, il convento fu frazionato e posto in vendita. Nel 1838 l'imprenditore di origine ebraica Giuseppe Carmi acquisì il casamento con il fratello Bonaiuto.
L'edificio fu ricostruito nel 1849 in forme neoclassiche su progetto di Pietro Marchelli e Luigi Croppi: il fronte sul corso Cairoli, scandito da bucature sormontate, al piano nobile, da timpani triangolari, è ripartito orizzontalmente da cornici marcapiano. L'articolazione planimetrica originaria, con tre corti interne, ne rievocava l'originario impianto conventuale.
Alla fine del XIX secolo, dopo la morte di Giuseppe Carmi, una parte del palazzo fu acquistata dalla Provincia e divenne sede, nel 1894, della caserma dei Carabinieri. la porzione restante fu venduta al possidente Giuseppe de'Medici; nel 1929, il figlio Livio vendette la proprietà al Fascio di Combattimento di Reggio Emilia.
Al termine del secondo conflitto mondiale l'edificio fu preso in consegna dal Demanio. Dal 1946 vi ebbero sede la Federazione Provinciale Comunista di Reggio Emilia, la Camera del Lavoro, l'Ufficio del Lavoro e l'Alto Commissariato per le Sanzioni contro i Fascisti, cui si aggiunsero, di lì a poco, il circolo Gramsci e la Tipografia Popolare.
Dal 1954 passò in consegna all'Ufficio tecnico erariale; nel 1969 il Ministero dell'Interno lo destinò in parte all'Archivio di Stato.
La sede
Nel gennaio 1887, per volontà del Comune, della Provincia e di altri enti attivi sul territorio, venne istituita a Reggio Emilia un archivio generale provinciale, poi trasformato in Archivio di Stato con R.D. n. 222 del 20 marzo 1892. Classificato come Sezione per effetto della Legge 2006/1939, riprese l'attuale denominazione ai sensi del DPR n. 1409 del 30 settembre 1963.
L’Istituto ebbe la sua prima sede nel settecentesco palazzo San Giorgio, già appartenuto alla Compagnia di Gesù, dove fin dal 1864 erano stati collocati l’archivio storico del Comune di Reggio Emilia e l’archivio notarile. Dal 1969 è ospitato nel palazzo Carmi, al numero 6 di corso Cairoli; la sede distaccata, adibita a deposito archivistico, è situata dal 1993 nell’antico complesso dell’ex monastero delle suore del Corpus Domini, dal 1807 adibito, con l’attiguo convento di San Tommaso, a carcere giudiziario. Pregevole è la struttura muraria di laterizio, con fregi di terracotta attribuiti al capomastro Antonio Casotti; le formelle in arenaria sui cantonali, raffiguranti una teoria di Santi, sono opera dei maestri reggiani Bartolomeo e Prospero Spani.
Sede distaccata di San Tommaso
La sede secondaria dell'Archivio di Stato, adibita a solo deposito di materiale, si trova in via delle Carceri, nell'edificio occupato fino a non molti anni fa dal carcere circondariale di S. Tommaso. Esso è a sua volta compreso nel recinto che era un tempo del convento delle suore del Corpus Domini, fatto costruire tra il 1466 e il 1472, con la relativa chiesa, dall'abate Filippo Zoboli.
Il monastero fu unificato nel 1783 con quello retrostante di S. Tommaso (da cui l'impropria denominazione delle carceri), e venne poi soppresso nel 1796. La chiesa fu demolita intorno al 1870.
Dell'antica costruzione restano oggi solo gli ornati in cotto del muro di cinta.
Bibliografia
- Direzione generale Archivi, Scrigni di Storia. Le sedi monumentali degli Archivi di Stato, Roma 2022


