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Archivio di Stato di Reggio Emilia

Carlo Zucchi

Carlo Zucchi nacque a Reggio il 25 febbraio 1789 da agiata famiglia di professionisti. Restio a seguire studi regolari, dopo aver trascorso qualche anno in Francia tornò in Italia, e si arruolò nelle file dell’esercito napoleonico, raggiungendo il grado di ufficiale. Ritiratosi dalla vita militare, intorno al 1800 si stabilì a Milano, dove apprese la tecnica dell’incisione, ottenendo risultati di notevole qualità.

Coinvolto nei moti del 1821 quale aderente alla setta dei «Sublimi Maestri Perfetti», fu arrestato a Reggio nel 1822, e con sentenza del Tribunale statario dell’11 settembre dello stesso anno, fu condannato a tre anni di carcere. Scontati quindici mesi di prigione, la pena gli fu commutata nell’esilio, e nel 1825 lo Zucchi partì per l’America meridionale, meta comune a molti perseguitati politici europei, che andavano a cercare fortuna nel nuovo continente.

In qualità di ingegnere e architetto, vennero a lui commissionati dai governi dell’Argentina e dell’Uruguay i progetti di numerose opere pubbliche, quali ospedali, ponti, cimiteri: nel 1831 fu nominato ingegnere architetto della Provincia bonairense, e nel 1836 ingegnere-architetto della Commissione topografica e delle Opere pubbliche di Montevideo, città in cui si era trasferito quello stesso anno.

Dopo un breve soggiorno a Rio de Janeiro nel 1843-44, travolto e amareggiato da violente polemiche sul suo operato nel clima acceso delle guerre civili del continente, si recò in Francia, ma l’aggravarsi delle sue condizioni consigliò un trasferimento a Reggio, dove poter essere assistito dai suoi familiari. Ottenuto dal duca il permesso a rientrare, sul finire del 1848 Carlo Zucchi si trasferì a vivere presso il nipote Pier Donnino Bongiovanni, nella cui casa, l’8 settembre 1849, morì all’età di sessanta anni.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 06/11/2025