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Accesso disabili: Corso Cairoli n. 6

Archivio di Stato di Reggio Emilia

Patrimonio Archivistico

L’Archivio conserva circa 15000 ml di documentazione. Uno dei fondi più importanti è l’Archivio Antico del Comune di Reggio Emilia (962-1796), che conserva carte del periodo dell’Antico Regime. A questo nucleo originario si aggiunsero le carte prodotte dal comune tra il 1797 e il 1884, che ne costituiscono l’Archivio Moderno.

Particolarmente interessanti le serie di natura finanziaria come i libri dei Memoriali (1321-1547), nei quali venivano trascritti, con finalità fiscali, gli istrumenti rogati dai notai di Reggio.

Vanno ricondotti all’attività del Comune di Reggio anche il ricco Archivio dei Cavamenti o d’acque (1435-1891) e una parte significativa degli atti giudiziari antichi denominati Curie della città (1271-1804), trasferiti nel Palazzo di Giustizia nel 1796. Si tratta di uno dei fondi giudiziari più ricchi e importanti degli stati ex estensi, per il cospicuo numero di registri e fascicoli civili e criminali. Ad essi si affiancano le Curie del ducato (1490-1804), contenenti le serie degli atti civili e criminali del territorio reggiano. Tutte le carte giudiziarie si trovano presso la sede secondaria, ad eccezione degli archivi della Corte di Assise (1860-1929) e della Corte di Assise Straordinaria (1945-1946). Tra i fondi archivistici di provenienza statale si ricordano gli Atti notarili del distretto di Reggio Emilia (1372-1896), l’Archivio dell’Intendenza Generale di Reggio (1802-1860) e quello della Prefettura di Reggio Emilia (1860-1975).

Consistente è inoltre il numero di fondi raccolti sotto la denominazione Corporazioni religiose soppresse (806-1804), prodotti da diversi monasteri e confraternite soppressi dagli Este nel 1783. Tra gli archivi privati giunti in per donazione, deposito o acquisto sono quelli delle famiglie Cassoli (sec. XII-sec. XIX), Malaspina Torello (1336-1902), Vallisneri (sec.XII-1884), Bongiovanni (sec. XVIII-XIX). Risalgono alla prima metà del XIX secolo anche i numerosi progetti degli architetti Pietro e Domenico Marchelli, confluiti all’interno di una eterogenea raccolta denominata Carte Private Diverse (secc. XI- XX).

Merita infine una menzione l’Archivio commerciale Beltrami (1677-1688), che documenta con singolare dettaglio l’attività di una ditta di produttori e commercianti di seta attiva nella seconda metà del XVIII secolo: particolarmente significativa è la presenza, all’interno del carteggio, di ricchi campionari di stoffe

 

Bibliografia



Ultimo aggiornamento: 06/11/2025