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Accesso disabili: Corso Cairoli n. 6

Archivio di Stato di Reggio Emilia

Il Giardino del Re

Circuito Off | Fotografia Europea 2015

16 maggio - 21 giugno 2015

Mostra fotografica. Ingresso libero.

Archivio di Stato di Reggio Emilia, Corso Cairoli n.6
Lunedì - Venerdì 9:30 - 14:30

Sono previste aperture straordinarie.

 

CIRCUITO OFF

Fotografia Europea è una forza propulsiva per lo sviluppo della creatività dell’intera città e a confermarlo è la crescita costante del Circuito Off, un esempio di adesione dal basso, di partecipazione libera dei cittadini a un grande evento culturale, con la costruzione di un percorso espositivo parallelo alle mostre istituzionali, che riserva una pluralità di sguardi diversi e innovativi.

Con il circuito OFF sedi istituzionali, musei e fucine dei creativi, ma anche negozi, alberghi, ristoranti, scuole, circoli, teatri, case private e interi quartieri si trasformano in galleria d’arte: nell’anno in cui il festival compie dieci anni ci sono 233 mostre in centro storico e ben 94 mostre fuori di esso tra periferia e provincia.

Tra le molte iniziative in nuove sedi si segnala la mostra Il Giardino del Re nell’Archivio di Stato di corso Cairoli, promossa dall’associazione Refoto e curata da Cesare di Liborio. L’Archivio di Stato ospita anche le foto di Fiorella Iacono, Luca Monzani ed Ettore Moni.

 

Ettore Moni - An empty valley 

«Non lontano dai blasoni di Carrara nel cuore delle Alpi Apuane e dissimile dalle solite contraddizioni italiane, la storia di questa valle è capace d’imporsi con una forza tale da abbattere qualsiasi stereotipo legato al mondo del marmo, dei cavatori e di chi la vive.

Qui arrivano a stento i raggi del sole, figuriamoci le prime pagine delle riviste o i flash dei fotografi. Qui non esiste vuoto che non sia pieno. Pieno di storie di coraggio. E se da un lato la natura, così dura, lascia a fatica spazio alle costruzioni dell’uomo; dall’altro permette che i cavatori stessi le arrivino direttamente al cuore, con tagli longitudinali che, in maniera apparentemente innaturale, assecondano invece la disposizione geologica dei filoni di marmo.

Perché, qui, se c’è un’antagonista quella è la storia, sempre eccessivamente severa nell’impartire le sue lezioni: una rivoluzione industriale di cui la valle ha subito gli effetti per lo più negativi, e un eccidio costato la morte di un centinaio di persone. E allora poco importa se a Forno arrivano a stento i raggi del sole, perché io ci sono arrivato.».   

 

Collettivo Refoto 1+9 - Il giardino del Re
Mostra a cura di Cesare Di Liborio, promossa dall'associazione Refoto

Il giardino del Re è un luogo fantastico di un immaginario perfetto; un rifugio, una pausa in cui lo sguardo si perde tra fiori reali ed irreali, tra petali, foglie e steli dalle diverse forme, che attraggono nel loro insieme ma anche singolarmente; elementi di un percorso “surreale” frutto della sensibilità degli autori. E così il giardino del Re diviene il giardino dei sogni, un angolo intimo e personale dove tutto è possibile, forse anche cogliere l’erba voglio.

Gli autori, Gabriella Becchi, Giulia Bellamico, Alice Borciani, Monica Cattani, Maria Grazia Di Potenza, Veronica Farioli, Helene Lagorio, Max Orlandini, Antonella Pietragalla fanno parte da diverso tempo dell'Associazione Refoto, condividono la passione per la stampa analogica e hanno esposto in diverse edizioni di Fotografia Europea con mostre singole o collettive. Immagini analogiche stampate a mano su carta baritata.

 

Fiorella Iacono - Foresta primitiva/Wistman's Wood  
Mostra a cura di Andrea Gibellini

«Ho fotografato la Natura allo stato primordiale che ancora dopo tanto tempo è intatta e mai toccata dall’uomo. Non distante da questo luogo esiste un penitenziario tuttora attivo da cui si può osservare in lontananza la brughiera selvaggia del Devon.

La sequenza di foto rende visibili alberi come forme antropomorfe e la realtà di una terra eterna che ha i colori della luce delle stagioni. Tutti questi elementi, la Natura, la luce e il paesaggio, costruiscono un luogo ancestrale, insolitamente abitato, per noi contemporanei, dai sensi assoluti che riportano i visitatori verso un’esperienza innocente della foresta primitiva.».

 

Luca Monzani - 21 Ottobre 2014
Mostra a cura di Daniela Bazzani

Un incendio, una macchia, non una semplice macchia, ma petrolio. Una mappatura di 100 frammenti ricostruisce il decorso e la guarigione celando una radiografia terrena di un rapporto viscerale tra la evoluzione della natura e l’ artificialità dell’uomo.

L’installazione composta da un cubo in plexiglass mostra come tale connessione possa essere così sofisticata ma anche letale.

Un volume di sedici litri d’acqua riempie il cubo, portando alla consapevolezza del peso della vita. Come una bilancia due pesi contrapposti oscillano tra diverse soluzioni: da una parte l’acqua, simbolo di vita terrena e guarigione, dall’altra, invece, la fragilità e la caducità dell’uomo. Nessuno può dare una certezza di soluzione poiché, come nella natura, i pesi delle cose possono variare in maniera incontrollata. L’unica certezza è l’attesa.

 



Ultimo aggiornamento: 06/11/2025